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Cancellare Dati Personali da Internet

La data da segnare in rosso sul calendario è il 25 maggio 2018, per le pubbliche amministrazioni ma per tutte le imprese. In quel giorno, infatti, la normativa nazionale italiana, e quella di tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, dovrà essere perfettamente allineata alle disposizioni previste dal Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali. Il GDPR, che letteralmente sta per “General Data Protection Regulation”, sarà il nuovo Codice della privacy e, dopo un lungo lavoro fatto di dibattiti e negoziazioni tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, ha visto la luce il 4 maggio 2016, quando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. La proposta di adozione di un nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali, infatti, è arrivata nel gennaio 2012 e il Consiglio europeo si è orientato per l’adozione entro l’inizio nel 2016.

Se i fondamenti di liceità del trattamento dei dati personali, previsti dal regolamento, coincidono quasi completamente con quelli già previsti dall’attuale Codice della privacy, e il consenso raccolto precedentemente al 25 maggio 2018 resta valido, salvo casi particolari, importanti novità riguardano alcuni nuovi concetti introdotti dal regolamento, come il “diritto all’oblio”, importante quando si parla di cancellare dati personali da internet.

Secondo quanto stabilisce l’articolo 17: “L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali”. In generale, come recita il preambolo del Regolamento: “un interessato dovrebbe avere il diritto di ottenere la rettifica dei dati personali che la riguardano e il diritto all’oblio se la conservazione di tali dati violi il presente regolamento o il diritto dell’Unione o degli Stati membri”.

“Per rafforzare il diritto all’oblio nell’ambiente online, è opportuno che il diritto di cancellazione sia esteso in modo tale da obbligare il titolare del trattamento […] a informare i titolari del trattamento che trattano tali dati personali di cancellare qualsiasi link verso tali dati personali o copia o riproduzione di detti dati personali”; Gli Stati membri infine “dovrebbero essere autorizzati a fornire, a specifiche condizioni e fatte salve adeguate garanzie per gli interessati, specifiche e deroghe relative ai requisiti in materia di informazione e ai diritti alla rettifica, alla cancellazione, all’oblio, alla limitazione del trattamento, alla portabilità dei dati personali”.

Si tratta di novità particolarmente importanti, soprattutto per le aziende, che vengono molto responsabilizzate in materia di trattamento dei dati personali e diritto alla privacy. La violazione delle norme previste dal regolamento, infatti, anche e soprattutto in materia di diritto all’oblio, o alla cancellazione, prevede sanzioni amministrative fino a 100 milioni di euro o fino al 4% del fatturato mondiale annuo del titolare del trattamento.

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